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Dall’ultimo dopoguerra in poi, l’Italia ha sempre imitato il modello degli Stati Uniti d’America: traendone alcune cose buone e magari altre assai meno buone, ma certamente non riuscendo ad assimilare i valori fondamentali che hanno fatto grande quel Paese. Come il senso del bene collettivo, l’unità  nei momenti difficili, lo spirito di innovazione, l’impegno per la missione civile, e la sacralità della memoria storica, del patrimonio naturale e dei parchi nazionali.

FIGLIO DI UN DIO NETTUNO MINORE

logo-viva_il_mareS.O.S. per il Canale di Sicilia, una delle zone del Mediterraneo più ricche di biodiversità, e più importanti per la vita del mare. Censito dalle Nazioni Unite (UNEP-MAP) come una delle dodici aree da sottoporre a rigorosa protezione, e meritevole di speciale attenzione da parte dell’Italia per la prossimità di Isole come Pantelleria. La “Perla Nera del Mediterraneo”, infatti, da tempo nell’elenco dei possibili nuovi Parchi Marini, viene oggi inspiegabilmente esclusa dalla tutela per una assurda clausola delle norme (qui in calce riportate) che recepiscono la Direttiva Europea.

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Il risveglio della gente vera a difesa della propria terra

trivellazioni_cartina_pLa lunga e tenace rivolta No-Tav, anche se quotidianamente dominante nei media, non è l’unico episodio di contrasto con grandi opere e pesanti interventi indesiderati, ma in realtà rappresenta uno dei tanti sintomi di malessere di questo Paese.Presto esploderanno anche le ribellioni No-Triv, contro le insensate trivellazioni petrolifere, a cominciare dal malcontento che già cova nel Vallo di Diano, nella parte interna del Parco Nazionale del Cilento. Appena poche settimane fa, le prospezioni sono state miracolosamente bloccate presso Pantelleria, nel canale di Sicilia (ma che bella idea, andare a perforare anche i fondali vulcanici sottomarini!), ma la minaccia incombe ancora sulla Costa Teatina in Abruzzo, e su gran parte dell’Adriatico.

amp_istituitepE’sempre un gran piacere ritrovarsi a discutere  sullo status delle Aree Marine Protetteesistenti in Sicilia con un amico come il prof. Pino Giaccone, per diversi anniordinario di botanica presso l’Università di Catania, ma soprattuttoriferimento nodale per la tutela del mare nel Mediterraneo, diversi i suoiinterventi presso UNEP (agenzia per la conservazione ambientale delle Nazioni Unite) nonché una gran quantità di pubblicazioni scientifiche in ambitointernazionale, protagonista attivo per l’istituzione dei primi Parchi Marini in Italia con Miramare (Trieste)ed Ustica (Palermo).
Seppureil prof. Giaccone è da quasi 4 anni in pensione, ci ritroviamo spesso acondividere iniziative ed argomenti naturalistico spirituali che ci accomunano,quasi sempre il Mare Nostrum diventa il sito ottimale delle nostreargomentazioni.

comitato_parchi_logoLa terribile emergenza della catastrofe dell'isola del Giglio ha messo a nudo tutte le colpe e le responsabilità dell’Italia di fronte al Mediterraneo, il mare più bello, più vissuto e più importante del mondo. Corsa al profitto e ansia di gigantismo, delirio di onnipotenza, incoscienza e impreparazione, capaci di creare meccanismi ambiziosi che però, al primo imprevisto, nessuno è capace di governare.

Il mercatino del carretto siciliano

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