da palazzo Bufali attraverso i luoghi della Regina Elenora D'Angiò.

Belpasso - La Fondazione Margherita Bufali, nell’ambito dei 350 anni dell’eruzione dell’Etna , 1669-2019, ha organizzato il 12 maggio, la prima “ Marcia della Pace” , con partenza dal Palazzo Bufali “ dichiarato dall’Unesco nel 2016, “ monumento per una cultura di pace” grazie all’archeoclub  d’Italia sede di Belpasso, passeggiata  , “ attraversato i luoghi  della Regina Eleonora d’Angiò, fino a Mompileri , Mascalucia. Il gruppo, formato dalla Fondazione Bufali, con il suo presidente , prof.Vito Sapienza, il geometra Luciano Signorello del consiglio direttivo, l’Archeoclub di Belpasso “ Regina Eleonora d’Angio’ e il gruppo archeoclub giovani della scuola statale Nino Martoglio, guidati dalla socia docente Grazia Maria Pitrè, dagli  alunni  dell’Istituto comprensivo ,Giovanni Paolo II di Piano Tavola, guidati  dai docenti tra cui la socia archeoclub,

prof.ssa Lucia Rapisarda, dagli scout del Belpasso primo e secondo, dal Cai, dalla Pro–loco, i cittadini, il sindaco Daniele Motta e l’assessore alla cultura Tony Di Mauro, la Misericordia per eventuali malesseri, hanno attraversato tutta la via Roma, la via Vittorio Emanuele, via S.Anna, Borrello, contrada Piscitello, altarino Cisterna Regina. Qui vi è stato una sosta, dove i soci archeoclub iuniores della scuola media N.Martoglio, Papale Noemi, Carmen Vitaliti, Longo Entony, hanno illustrato ai presenti una breve storia dell’altarino, come l’archeoclub  di Belpasso nel 2009 l’ha fatto vincolare e che ancora si batte per il consolidamento e restauro del manufatto storico prima che vada perduto, e con lui la nostra storia. La passeggiata della Pace si è conclusa a Mompileri con questa riflessione del presidente della fondazione Bufali,. prof.re Vito Sapienza” abbiamo attraversato le strade della nostra città, abbiamo visitato i luoghi cari alla regina Eleonora d’Angiò, ci siamo rigenerati tra il nero delle nostre lave e l’inconfondibile  profumo delle ginestre, abbiamo condiviso la gioia dello stare insieme …… Vito Sapienza conclude conclude …che a Mompileri, luogo e simbolo della ineluttabilità della natura, testimone di sofferenze e di paure, esempio di determinazione dei nostri antenati  e della volontà di rinascita… la nostra gente  dopo l’eruzione del 1669 prima e dopo il terremoto del 1693 poi , seppe trovare  la forza per ricominciare e risorgere “ Melior de cinere, di fronte  alla calamità morale dei nostri tempi, rappresentata da diffidenza, indifferenza, disprezzo verso l’altro, negazione dei diritti umani, violenze, ingiustizie e discriminazioni, saremo capaci  ancora  una volta di  surgere de cinere?e di diventare  sempre  “ meliores?””.. 

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