l'Archeoclub Area paesi dell'Etna ha presentato ad Adrano " Il Caravaggio in Sicilia, il percorso smarrito" relatore lo studioso Alvise Spadaro.

Nell’ambito del mese  della Cultura, V edizione, primavera delle Arti e delle scienze a cura del Comune di Adrano , la presidente Maria Rosa Vitaliti dell’archeoclub D’Italia Area paesi dell’Etna  che comprende i comuni di Belpasso, Adrano e Paternò, associazione  per la salvaguardia, tutela e valorizzazione dei beni culturali del proprio territorio,  ha accettato l’invito del prof.re Matteo Bua, delegato dal sindaco per queste manifestazioni, di partecipare  a questa Kermesse della Cultura adranita con due conferenze : una svoltasi a palazzo San Domenico  con i saggisti –storici, Enrico Caltagirone  e Claudio D’Angelo, ed a palazzo Bianchi sala De Andrè  con lo scrittore, storico, ricercatore e studioso del Caravaggio , architetto Alvise Spadaro, con la conferenza “Il Caravaggio in Sicilia, il percorso perduto”.

Il  relatore  coadiuvato da   inedite immagini ha illustrato questo percorso siciliano del Caravaggio.
 “ Siracusa, dove ha dipinto il seppellimento di S.Lucia, Messina  ha realizzato il quadro la natività di San Girolamo ed a  Palermo, la natività con i  Santi Lorenzo  e Francesco, a parlare è lo studioso Alvise Spadaro, sono le tre città siciliane che posseggono le grandi tele dipinte da Caravaggio nell’Isola. Deduttivamente disposte in quest’ordine, a partire dalla biografia del Bellori (1672) che non aveva mai messo piede in Sicilia, hanno costituito il percorso siciliano di Caravaggio proveniente da Malta e diretto a Napoli.  Considerando invece che Caravaggio, proveniente da Malta, era diretto a Caltagirone è più probabile che sia sbarcato al caricatore di Gela, alla stregua dei successivi viaggiatori stranieri che avrebbero fatto lo stesso percorso. Ricevuta, verosimilmente da fra’ Bonaventura Secusio, la commissione per la prima tela a destinazione francescana, da Caltagirone avrebbe raggiunto Siracusa. Dipinta la pala d’altare avrebbe raggiunto Messina via mare come farà successivamente per recarsi a Palermo (percorso più conveniente almeno fino alla seconda metà dell’Ottocento). A Palermo sarebbe rimasto nel mese di maggio e da qui non sarebbe partito per Napoli, bensì sarebbe tornato a Messina, oltre che per l’impegno preso con Nicolò di Giacomo di consegnarli tre quadri, come da nota coeva, ma anche per la testimonianza di Giuseppe Grosso Cacopardo.

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