aspiranti archeologi alla villa romana del Tellaro di Noto.

L’ARCHEOCLUB d’Italia “ Regina Eleonora d’Angiò sede di Belpasso, nell’ambito del programma, conosci il tuo territorio e di tutta la Sicilia, ai giovani, in collaborazione con la scuola media statale Nino Martoglio di Belpasso, ed il gruppo archeoclub giovani sede di Belpasso , guidati dalla instancabile docente e socia archeoclub di Belpasso, prof.ssa Grazia Maria Pitrè e la presidente e consigliere nazionale , Maria Rosa Vitaliti, si sono recati alla Villa Romana del Tellaro di Noto per una giornata alla scoperta di reperti archeologici con la simulazione di scavi organizzati con cura e competenza dall’archeologa e presidente archeoclub sede di Noto, dott.ssa Laura Falesi, che ha fatto sentire per una giornata gli alunni piccoli archeologi.

I reperti archeologici , rinvenuti a partire dal 1971, si trovano in un fertile comprensorio agricolo presso il fiume Tellaro, sotto una masseria sette-ottocentesca. Il corpo centrale della villa, più piccola di quella di Patti, si articola intorno ad un vasto peristilio. Il tratto  del portico sul lato settentrionale  presentava una pavimentazione  a mosaico con festoni d’alloro che formano cerchi e ottagoni con motivi geometrici e floreali su di esso si affacciano altri due ambienti che conservano i mosaici  figuranti.  A spiegare ai ragazzi queste scene è l’archeologa Laura Faleci che ci ha fatto da guida  dentro la villa  romana del Tellaro.Nel prima di questi ambienti il mosaico, molto danneggiato, conserva un pannello con la scena del riscatto del corpo di Ettore:Ulisse, Achille e Diomede, identificati da iscrizioni in greco, sono impegnati  nella pesatura del cadavere  dell’eroe .La figura di Priamo è perduta, il corpo  di Ettore frammentario, si trovava su un piatto della bilancia: l’oro del riscatto era nell’altro piatto, da qui la frase  che dice “ vali tantu oru quantu pisi”. Questo episodio, non ricordato nell’Iliade di Omero, deriva probabilmente da una tragedia di  Eschilo. .Il pavimento musivo del secondo ambiente presenta scene di caccia , con un banchetto all’aria aperta tra gli alberi ed una figura femminile interpretata come personificazione dell’Africa. Le scene del secondo ambiente, richiamano i mosaici  di caccia della villa del casale a Piazza Armerina, ma con figure stilizzate e bidimensionali, infine si conclude la passeggiata dentro la villa con la precisazione dell’archeologa Laura Falesi che  , sulla base dell’evidenza numismatica , i mosaici vennero realizzati dopo la metà del IV secolo dopo C. Subito dopo la passeggiata dentro la villa Romana del Tellaro i giovani alunni dell’archeoclub sede di Belpasso , sotto la guida attenta dell’archeologa Laura Falesi si sono  avventurati alla ricerca di reperti archeologici con la simulazione di scavo archeolologico  sempre dentro il  terreno agricolo  della villa romana del Tellaro, con successiva consegna del diploma di partecipazione alla scavo.

 

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