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Mario Stabile e Gianni RiveraTalent scout. Oggi si direbbe così di Mario Sebastiano Stabile, scopritore di talenti. Nessuno ci obbliga ad osservare la par condicio, ma dopo aver scritto di un interista eccezionale, era opportuno parlare di un grande tifoso del Milan. A cinque anni dalla sua scomparsa, non si può che parlarne, del signor Stabile, anzi bisognerebbe “fare” qualcosa, dedicargli una via, un impianto sportivo, o il minimo che si può fare, è dedicargli un torneo di calcio. Anche se Mario Stabile non amava solo il calcio, ma era uno sportivo tutto tondo. Nato nel 1938 appassionato di motociclette, trovò lavoro facendo il meccanico di moto. Fu l’imprenditore Rendo a offrigli il primo vero impiego come corriere, per la distribuzione in tutta la Sicilia, di pezzi meccanici. Si sposò con la giovane Maria Virgillito, dalla loro unione nacquero cinque figli. “E’ vero lo sport, il calcio in particolare, era tutto per lui – racconta il figlio Roberto –, agli occhi della gente può sembrare che mio padre  fosse solo un giramondo. Invece tutte le domeniche, o nelle giornate di festa, ci voleva tutti insieme a tavola. Amava circondarsi con tutti i suoi figli e nipoti, guai se qualcuno saltava l’appuntamento domenicale.


” Nessuno ricorda di averlo visto con pantaloncini, casacca e scarpette in mezzo al campo a giocare. Qualche volta stava in mezzo al campo, questo si ma per arbitrare. La sua era solo una passione per il calcio, lo divertiva vedere giocare gli altri. Come ricordano in molti, era un uomo capace di gestire. Nell’archivio fotografico, rimasto alla famiglia, ricco di momenti felici molti dei quali impressi anche nella storia, si possono ripercorrere gli anni della sua lunga passione. Ritratto a fianco di calciatori illustri, ma anche di uomini importanti dello sport e della vita civile di Paternò. Un vero archivio storico, da non disperdere. La sua piccola statura non fu ostacolo alla sua genialità. Sarebbe difficile ricordare minuziosamente con quanta gente ha relazionato, lungo la sua vita, senza mai uscire fuori giri. Cominciò presto a costruire squadre di calcio, la sua prima creatura fu l’Attletico Paternò. Grande suo sostenitore a qual tempo Antonio Fallica, insieme fecero una grande scommessa, riuscire a realizzare uno dei loro sogni, il baseball. Portare un nuovo gioco per i ragazzi del piccolo villaggio paternese. Sogno realizzato nel tempo, ma oggi quanti ricordano che Mario Stabile fu il primo presidente della squadra di baseball? Va pure detto, che dopo più di trentenni di vita i Warriors, nati a Paternò, sono stati costretti a emigrare altrove, per poter continuare a far vivere quella scommessa, partita proprio con Mario Stabile. Tra i ricordi ancora intatti, immortalati anche dalla reflex, l’amicizia sincera con Totuccio Bottino. Mario Stabile comincio a costruire squadre di piccoli campioni  sin dai campionati di calcio, disputati nel tormentoso campo di calcio della Consolazione. Campo in asfalto dove cominciarono a calciare tutti i più famosi calciatori paternesi, Pennini, Pannitteri, Borzi, Laudani Libbrizzi e tanti altri piccoli calciatori promettenti. “Mio papà ha tesserato decine di migliaia di ragazzi – ricorda ancora il figlio Roberto – aveva sei quadre che gareggiavano in diversi campionati, dai pulcini fino anche alla prima categoria. Qualcuno di questi poteva sicuramente diventare grande campione. Però quando li proponeva ai grossi club come il Napoli o il Milan, riusciva a fargli fare persino grossi contratti di ingaggio. Ma spesso questi ragazzi non si sentivano di stare lontano della famiglia, così dopo poco tempo, rinunciavano allo stipendio, tornavano a Paternò”. Sulla persona di Mario Stabile riponevano molta fiducia persino alcuni sacerdoti. Lunga e duratura fu la collaborazione con la Polisportiva Don Orione, con l’affabile suo amico Don Mario Lo Torto,  e poi don Giuseppe Azzaro. Era sicuramente un figura di riferimento, un padre per molti ragazzi, con molti dei quali riusciva a sovrapporre e far coincidere gli orizzonti. Dopo una lunga collaborazione nella Polisportiva Paternò come segretario del commissario Consolo. Per alcuni anni prese a carico la squadra del Paternò calcio, insieme ad altri appassionati. Gestione assai difficile, Esperienza conclusa dopo poco tempo, malgrado gli sforzi profusi, per cercare di far assorbire la squadra al grande Massimino, patron del Catania. Ha preferito tornare alle cose più consone alla sua dimensione, una sua scommessa, ben riuscita, è stata quella di cambiare il nome, e la filosofia alla sua prima creatura. Cambiata la società nel Milan Club. Una sua grande soddisfazione fu l’incontro con Gianni Rivera nella sua amata Paternò, amicizia continuata poi nel tempo. Negli ultimi venti anni, ha lavorato come corriere alle poste, senza mai trascurare la sua passione. Anche quando afflitto da acciacchi fisici, non si scoraggiò mai, lasciandosi collaborare dai figli Giovanni e Giuseppe. La sua lunga passione per il calcio, fu riconosciuta ed insignita dai massimi vertici del calcio Italiano. Il 5 settembre del 2005 Mario Stabile a soli 67 anni iniziò un’altra partita, quella più importante, l’incontro con il Padre.


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