GiornaleIl personaggio che scoprirete ora, merita molta attenzione a anche tanta ammirazione. Personalmente non lo conoscevo, e mai avevo sentito parlare di lui, ho avuto la possibilità di apprendere molte cose, dal racconto che di lui mi faceva puntigliosamente il geometra Sebastiano Garifoli. Era un suo impegno cercare di risvegliare la memoria dei paternesi, per dare il giusto tributo al genio dell'ingegnere Nino Ciancitto. In parte l'operazione è riuscita, molti suoi coetanei si sono ricordati di questo illustre paternese, ma gli amministratori, a cui mi sono rivolto per l'intitolazione di una nuova via sono rimasti sordi... Nel centenario della sensazionale scoperta di Guglielmo Marconi, mi piace ricordare un paternese ench’egli un inventore, ma dimenticato dalla cronaca e soprattutto dimenticato dalla sua città.

L’ingegnere Antonino Ciancitto “Il piccolo Won Brauw” così lo chiamava la stampa dell’epoca, è nato a Paternò nel 1936, morto ad inizio del nuovo millennio. Adesso sono veramente pochi i suoi parenti rimasti a Paternò, e ancora meno sono quelli che si ricordano di lui, anzi i pochi lo ricordano con l’appellativo dello “scienziato”.Da giovane cresciuto nella sua casa di via G. Marconi (quasi un presagio, per la sua vita futura) ad angolo con via Fallica. Ha iniziato gli studi di Ingegneria presso l’Università di Catania poi proseguendoli presso l’Università di Genova, laureandosi nel 1961. Per un breve periodo si dedicò anche all’insegnamento, ma il suo spirito irrequieto particolarmente portato per gli studi scientifici, lo fecero smettere presto. Subito dopo la laurea ebbe un primo grande riconoscimento grazie allo studio di un sistema propulsivo atto a migliorare il valore rapporto massa. Vinse il premio Comunicazione indetto dalla città di Genova, in onore a Cristoforo Colombo. Ebbe subito puntati gli occhi a dosso del mondo scientifico internazionale per aver inventato un nuovo sistema di propulsione spaziale, brevettato prima in Italia e poi anche in America. Proprio in quei anni si sana competizione fra URSS e America per la conquista della luna, Ciancitto era ricercatissimo. Anche la Rai, nei suoi primi anni di vita, volle dedicare un servizio sulla scoperta rivoluzionaria dell’ ingegnere Ciancitto. Ben presto la stampa locale e nazionale si interesso a lui. Diversi gli articoli usciti sulla Sicilia di oltre quaranta anni fa, richiamando l’attenzione degli italiani, sulla sensazionale scoperta del Won Braunw di Paternò. Così come accade anche ai tempi nostri, con i sistemi e programmi del pc, anche la scoperta del nostro concittadino, che pur ottenne unanimi riconoscimenti, fu ben presto superata. “L’idea – affermò Loattckheed propulsion company della California – appare fondata, tuttavia la sua estrema complessità richiede lungo e costoso sviluppo per provare la sua fattibilità”. Malgrado nel tempo la notorietà di Ciancitto cominciò a sgonfiarsi, L’ingegnere continuo a studiare e soprattutto scrisse dei libri. “La Fisica reale”. Teoria dei fotoni e degli elettroni. Un testo di fisica con un’esposizione originale comprensibile a tutti. “Prospettive dell’era spaziale” un opera in cui Ciancitto fornisce materiale prezioso a quanti si interessano della problematica spaziale connessa con lo sviluppo ed il progresso in questo settore vitale della scienza. “L’evoluzione dei motori e delle macchine terrestri, marittime, aeree, spaziali” Frutto di un meticoloso lavoro trentennale, di ricerca e meditazione su i principali tipi di motori e macchine innovative. Appare assai interessante anche lo studio sul “L’evoluzione della specie umana” Il bisogno, dato che le conoscenze si accumulano con progressione geometrica, di avere degli orientamenti nei punti salienti dell’evoluzione della specie umana. Ed in fine anche un trattato su “La religione umana” Un testo che tratta sempre con linguaggio semplice la tematica religiosa. Dove si affrontano i maggiori problemi del pensiero religioso di tutti i tempi. Tutti libri che hanno riscontrato un notevole successo editoriale per l’Istituto Bibliografico Napoleone di Roma che ne ha curato la pubblicazione. Anche se dopo vari anni dalla loro uscita, attraverso la rete oggi è possibile comprare i suoi libri, anche se non è disponibile la visione di copertina. Il nostro concittadino si sposò e visse nella città di Viterbo, rimasto per molto tempo nell’ombra. Sono passati anni dalla sua scomparsa, nessuno neanche nella sua città d’origine, più si ricorda di uno “scienziato” che con po’ di fortuna in più, poteva far cambiare la storia della conquista della luna. Perché dunque non dedicargli una delle vie più belle della nostra città?

Ing. Antonino CiancittoCon immenso piacere riproponiamo la figura dell’ingegnere Nino Ciancitto, per molti semplicemente lo “scienziato”. Dopo il  servizio pubblicato sulla Gazzetta Rossazzurra, a fine dello scorso anno, molti nostri lettori, con la Gazzettarossazzurra condividono l’idea di ricordare questo illustre nostro concittadino, dedicandogli una via.  L’ingegnere Ciancitto ha vissuto per molti anni fuori della Sicilia, ma non dimenticò le sue origini, tanto che proprio negli ultimi anni della vita, come ricorda la figlia l’architetto Carmelita, si dedico al ponte sullo stretto di Messina. Antonino Ciancitto nato a Paternò nel 1936, ultimo di quattro figli, iniziò i sui studi nel solco della tradizione familiare presso il Liceo Classico di Catania; è nel corso di quei anni che matura in lui la crescente passione per gli aeromobili ed i sistemi propulsivi in genere, tanto che, nonostante il conseguimento di una brillante maturità classica, decide di iniziare la propria carriera accademica iscrivendosi alla Facoltà di Ingegneria presso l’Università di Catania per concluderla quindi a Genova, dove 12 ottobre 1961 si laurea in Ingegneria Elettrotecnica con una tesi intitolata “Studio di un Sistema Propulsivo atto a migliorare il Valore del Rapporto Massa in un Vettore Balistico”. Gli anni seguenti furono caratterizzati da una frenetica attività di studio e ricerca che portarono Ciancitto a pubblicare diversi lavori ed a depositare numerosi brevetti di motori e macchine, nell’arco di tempo che intercorse tra il 1962 ed il 1976. Particolarmente fecondo è negli anni 1968, 1969, 1970 il suo rapporto con la Rivista Aeronautica, Astronautica e Missilistica tra i cui collaboratori si distingue poi nel 1971 come vincitore del “Premio di Collaborazione” grazie ai suoi numerosi ed originali articoli.

E’ del 1990 l’aggiudicazione a Todi del “Premio Aerospaziale dell’Associazione Arma Aeronautica”. Dal 1994 è attiva la collaborazione con la rivista Ricerca Aerospaziale edita da I.B.N., con la quale nel 1996, completamente rinnovata ed ampliata, andrà alle stampe la seconda edizione di “Prospettive dell’Era Spaziale”. Da sempre interessato alle modalità di razionalizzazione dello sfruttamento delle fonti energetiche, fu affascinato dalla possibilità di abbinare alla creazione di un collegamento stabile tra la Sicilia ed il Continente, la produzione di una ingente, ecologica ed ininterrotta quantità di energia elettrica. Grazie alla sua particolare struttura geo-topografica infatti, lo Stretto di Messina genera un intenso e ciclico regime di marea che, debitamente accentuato grazie alla caratteristica forma a clessidra dell’ipotetico tunnel viario “Archimedeo”, si potrebbe proficuamente sfruttare per produrre energia, grazie all’utilizzo di apposite turbine debitamente interposte tra i due semi-tunnel. I calcoli matematici e le considerazioni a sostegno dell’ipotesi progettuale relativa a “Il Motore Idraulico Perpetuo e il Ponte tra Scilla e Cariddi” sono illustrati in alcuni articoli usciti sulla rivista Tecnica e Ricostruzione (maggio-agosto 1999) e su Oim (marzo-aprile 2000), corredati da esplicative illustrazioni grafiche. Sebbene condizionato da un progressivo peggioramento della sua funzione visiva e da un più generale affaticamento fisico, l’ingegnere Ciancitto continuò attivamente i suoi studi e le sue ricerche fino a pochi mesi prima della sua morte avvenuta il 7 agosto 2003.Tunnel

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