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Chiavetta e una vita sempre in musica

Maestro Antonio ChiavettaLa cenere eruttata dal vulcano islandese, dei giorni scorsi, ha creato molti problemi alla viabilità aerea dell'intero continente europeo(articolo pubblicato il 25 aprile del 2010). Un certo eurodeputato leghista, l'avvocato Mario Borghezio a sessanta anni suonati, alla sua terza legislatura in Europa, in una trasmissione satirica, ha manifestato il disagio della gente, e quindi quello suo, nel non poter recarsi all'Europarlamento. Ha esordito dicendo "Vesuvio e Etna siete a sciopero?" Una disgustosa espressione, detta a pochi giorni della 25 aprile, riapre nell'animo molte ferite, apparentemente emarginate.

Molti leghisti infatti, dimenticano il contributo di sangue dei meridionali, versato per la liberazione del Paese compreso il Nord. Molti sacrifici anche della popolazione di Paternò. Oltre ai caduti, periti nelle varie campagne, molti nostri concittadini sono finiti in prigione a mano nemica, rientrati in Italia dopo anni di prigionia. Altri finiti dispersi, i più fortunati sono riusciti a rientrare a casa. Tra questi Antonio Chiavetta, fatto prigioniero in Russia. Don Gaetano Chiavetta da Catania con la sua carrozzella per motivi di lavoro si trasferì a Paternò con la famiglia. Antonio Chiavetta aveva appena otto anni, quando arrivò a Paternò. La Chiesa di Santa Margherita fu luogo preferito della sua infanzia. Il Canonico Francesco Distefano, in veste di mecenate, lo fece studiare, così Antonio Chiavetta poté conseguire il diploma di Fisarmonica. Amava la musica, ma questo non gli impedì, come tutti i figli maschi di quel tempo, di fare il militare. Appena ventenne, partì militare per la campagna di Francia, Albania ed infine la Russia dove appunto finì prigioniero. Geloni e malattie varie, lo provarono fisicamente, lui stesso raccontava di aver fatto Voto alla Madonna Addolorata. Chiedendo di ritornare vivo e sano a casa. Da qui la sua profonda devozione alla Vergine Addolorata, durata tutta una vita, incaricandosi di organizzare, fin quando a potuto, la processione del Venerdì Santo. Fu aiutato a fuggire da alcune famiglie russe. Fece rientro Italia, fermandosi a lungo a Monte Pulciano. Era solito allietare i commilitoni con il suono della fisarmonica, sua compagna inseparabile. Iniziò con i partigiani a formare gruppi di musicisti, per allietare i giorni della ricostruzione di Paternò dopo il 1943. Anche fuori da grandi eventi, con la sua fisarmonica, allietava i momenti lieti e meno lieti dei suoi paesani, contribuendo a scacciare i cattivi pensieri. Organizzò gruppi musicali di buon talento, per suonare nei vari circoli dell'epoca. Suonò spesso alla Proloco e nelle varie manifestazioni di piazza, Sestettoaccompagnando artisti di grande fama, fino in tempi recenti. Sicuramente la sua vita, era sotto la protezione della Vergine Madre, timorato dal Signore, era solito trovarlo a suonare nelle chiese di Paternò, attorniato sempre da voci bianche. Formò uno dei tanti cori musicali della Parrocchia di S. Barabara. Chi non ricorda la magnificenza del Pontificale, del 5 dicembre, ogni anno per la festa della Santa Padrona, con le musiche del Maestro Pelosi. Era solito prendersi cura delle voci possenti, amava i tenori. Era sempre presente suonando nelle varie Novene. per ultimo ha organizzando la novena di Natale presso la sede dei Combattenti. Molte coppie di sposi, oggi di una certa età, nel giorno delle loro nozze, ricordano di averlo tra i piedi per l'intero giorno, suonava l'organo durante la messa, poi in sala con il suo complesso i Seven in Armony(complesso musicale che conosceremo meglio più avanti), durante il pranzo. Spesso era lui, tenace e mai stanco, a suonare lì sotto il balcone dei novelli sposi per la serenata. Nella paradossale condizione dell'uomo del nostro tempo, il maestro Chiavetta era sempre gioioso. Nella famiglia e con i suoi amici più vicini, compagni di vita, con cui spesso si generano perversi egoismi, il maestro Antonino Chiavetta fu un uomo sempre generoso scompare il 9 novembre del 2009.


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