Abbiamo 63 visitatori e nessun utente online

Nell'anniversario della scomparsa (12/11/2010) del Senatore Barbaro Lo Giudice, riproponiamo un articolo pubblicato nei giorni successivi alla sua dipartita. Sicuri di fare cosa gradita ai figli e a molti paternesi, che molto hanno stimato quest'uomo, di grande spessore politico.  
Senatore Barbaro Lo GiudiceCi sono esponenti politici che hanno lasciato il loro solco, un segno indelebile nella storia di una città. Personaggi che hanno resistito all’oblìo,personalità, come nel caso di Barbaro Lo Giudice, che ad esempioPaternò non potrà dimenticare mai. Oltre ogni luogo comune che in tempi come questi bollano i rappresentanti delle istituzioni come modesti se non mediocri. Nel caso di Lo Giudice, si può invece dire senza alcun dubbio, che si trattava di un esponente politico di raro spessore. E’ ancora forte il dolore per la perdita del senatore Barbaro Lo Giudice, ed è doveroso pertanto ripercorrerne la figura illustre e indimenticabile che ha rappresentato per questa città. L’annuncio alla cittadinanza della perdita è sottolineata da due manifesti funerari: il primo dei Democratici Cristiani e i cittadini grati, in nome dell’onestà; il secondo, ad opera del primo cittadino e dell'amministrazione comunale tutta di oggi, partecipi al dolore della famiglia Lo Giudice. Entrambi a ricordare la scomparsa del senatore, il suo grande impegno politico profuso durante la sua vita nell'interesse della sua amata Paterno'. Ma chi era davvero Lo Giudice per chi non lo ha visto operare?

Nato a Paternò nel gennaio del 1917, prima studente ginnasiale, si laureò in giurisprudenza presso l'università Cattolica di Milano. Rimase in Lombardia, per lui non fu difficile vincere il concorso per commissario di Pubblica Sicurezza, con destinazione Istria. Barbaro Lo Giudice aveva appena 18 anni quando conobbe Pina Reina Senatore Barbaro Lo Giudicefanciulla paternese di appena sedici anni. Decisero di sposarsi presto, mentre l'Italia si preparava ad entrare in guerra. Con lei e i suoi primi due figli Filippo e Pino, affrontò gli anni difficili come gran parte degli italiani. Gli anni tristi della guerra, pesavano come macigni su tutte le famiglie, per il commissario Lo Giudice, dovette pesare non poco, la dura scelta, o andare su per le montagne a fare il partigiano, o lasciarsi coinvolgere nella Repubblica di Salò. L'Italia divisa in due gli impediva di rifugiarsi in Sicilia, per due anni non ebbe notizie della sua famiglia. Dopo la guerra l'ascesa in politica: eloquente la testimonianza del cugino Nino Lo Giudice, secondo il quale "fu la madre a spingerlo a far politica". Intanto la famiglia Lo Giudice si fece più numerosa con l’arrivo del terzo figlio, Nicola e poi Anna Maria. Diventò funzionario dello Stato presso il Ministero dell'Africa Italiana, presso il Ministero dell'Interno. Militava nelle file del A.C.I.
Intanto la Sicilia, come tante altre regioni italiane, si affannava per la ricostruzione. Lo Giudice riuscì a diventare deputato regionale, facendosi eleggere nel collegio di Catania nella Lista della DC, dopo il settennattofelice di Franco Restivo. Dopo la seconda legislatura, nel 1955 divenne assessore alle Finanze bilancio e al demanio. Il ritorno della democrazia, facilitò anche il ritorno dei partiti: nella politica regionale tutto veniva inquadrato nell’ambito dei partiti. La Democrazia Cristiana muoveva i sui primi passi, e quando dai comuni si andava a Palermo, erano in molti a bussare alla porta dell’ufficio di don Sturzo e di Scelba, per farsi sbloccare pratiche di finanziamento. In quel periodo anche Lo Giudice non esitava a dare una mano agli amici del territorio etneo. In quegli anni, Paternò aveva grossi problemi di stabilità politica. Allorail comitato provinciale preferì affidare il caso, proprio a Lo Giudice. Chi meglio di lui, peraltro nato a Paternò, conosceva bene il territorio, e poteva risolvere in bene la diatriba tra il sindaco Pulvirenti e la nuova classe politica emergente, con a capo Nino Lombardo di area Fanfaniana.  Lo racconta bene nel suo libro "Dai Normanni a Democratici" l'onorevole Nino Lombardo che caldeggiò l’operazione. Fu una sorta di manna dal cielo, una vera provvidenzala presenza equilibrata e decisa di Barbaro Lo Giudice. Seguirono lunghi anni di stabilità politica, mentre lui venne eletto sindacodi Paternò e continuava il suo mandato alla Regione. Anni in cui l'egemonia della DC non lasciava spazio a nessuno, soprattutto ai comunisti. Case popolari, strade e persino la zona industriale, il popoloso quartiere di Piano Tavola: tutte frutto dell’opera incessante, dell’impegno costante di Barbaro Lo Giudice. Anche ad Adrano c'è ancora qualcuno che ricorda di un suo intervento per favorire il finanziamento del cinema Moderno. Difficile sintetizzare la lunga sequela di opere da lui realizzate: naturalmente molto fece per la sua città natale. Sono in molti a pensare che gli anni cinquanta alla Regione tutto funzionasse a meraviglia: da un lato si consolidava una coscienza autonomistica, per il bene dei siciliani ed era assai difficile rimanere uomini onesti nel maneggiare fiumi di denaro; dall’altro canto cominciavano a nascere i primi mestieranti della politica che cominciavano a «dialogare» purtroppo con l’onorata società. Barbaro Lo Giudice si mantenne sempre uomo onesto, fu vice presidente della regione. Vittima illustre della politica Milazziana, mentre a Paternò si preparavano i festeggiamenti per la sua elezione a Presidente della Regione, un cartello di politici esaltati, al suo posto eleggevano Vito Milazzo. Concluse la sua carriera politica come sottosegretario alle Finanze a Roma, dove si stabilì definitivamente, nel frattempo arrivava Silvia l'ultima dei cinque figli.
«Mio papà ha un diario - racconta la figlia - dove si trovano raccolte molte sue storie, sopratutto di vita politica. Della politica io so ben poco, lui ha smesso quando io sono nata. A casa era dedito alla famiglia, non lasciava trapelare nulla che riguardasse la politica, però fino ai suoi ultimi giorni leggeva molto, anche a discapito della vista molto precaria, in pratica non vedeva più". I paternesi non lo hanno ancora dimenticato, ma chi lo ha conosciuto dice di suo papà, era un uomo molto riservato, discreto, freddo. «Posso confermare che era molto riservato con gli estranei, con quelli che conosceva sapeva essere ironico affabile. Quando da piccola decisi di non andare più a scuola, perché non sapevo fare le capriole come i miei compagni, lui uomo già di una certa età, mi insegnò come fare. Inquesto momento doloroso, ho sentito parlare di mio padre con la sincerità e la stima che lei ha messo in ogni sua parola nel ricordarlo: mi ha aiutato a sentirlo ancora più vicino. Lei ha ripetuto più volte la parola onestà: grazie per l’aver riconosciuto ancora. Per quanto mi riguarda, io l'ho sempre saputo, come ho sempre avuto la certezza che mio padre, oltre ad essere un magnifico papà, fosse anche un grande uomo, grande lavoratore, tenace e coraggioso, semplice e riservato, non amava i clamori, non si insuperbiva, ma tutto conservava nel suo cuore per poi farne tesoro. Ha aiutato tante persone e sono contenta che Paternò gli voglia ancora bene". Paternò da anni amministrata dal centrodestra, e con un deputato nazionale del Pdl Salvo Torrisi, non mancherà saper ricordare un uomo così importante, di eccezionali qualità. Ecco l'invito-proposta dell'onorevole Torrisi, giunto al sindaco. «Caro Pippo, da qualche giorno è deceduto il nostro concittadino senatore avvocato Barbaro Lo Giudice personalità che, nei suoi diversi ruoli istituzionali, si è molto impegnata per lo sviluppo della nostra città. Per tanto sento il dovere di segnalarti l'opportunità che gli sia dedicata una via cittadina».
A tutt'oggi, primo anniversario dalla morte, ancora non è dato sapere quale via l'amministrazione comunale vuole intitolare ad un illustre suo figlio.


Eventi in Sicilia

Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31

Il mercatino del carretto siciliano

ISCRIVITI E VENDI I TUOI PRODOTTI

SULLA PIATTAFORMA DI

www.mongibellostore.com

 ACQUISTA PRODOTTI TIPICI / ARTIGIANALI

   

Questo sito utilizza i cookie per migliorare l'esperienza di navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull'utilizzo del sito stesso. Vengono utilizzati cookie tecnici e di terze parti . E' possibile conoscere i dettagli consultando la nostra privacy policy. Proseguendo nella navigazione si accetta l'uso dei cookie; in caso contrario è possibile abbandonare il sito.