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E' vero, siamo immersi in un mondo dove l'oratoria spesso è vuota. Peggio ancora se catapultiamo tutto il nostro vivere, il nostro conti_trepessere, nell'infinito mondo del Web, dove tutto è virtuale, privo di senso di valore. per esempio  oggi tutti parlano di tutto, spesso avendo anche poca conoscenza dell'argomento di cui si sta discutendo, se c'è poi anche una buona dose d'arroganza e presunzione, si diventa anche ottimi opinionisti. e perche no anche intelletuli. Ecco perché nel parlare del professore Barbarino Conti, starò molto attento, trattando con prudenza le parole. Incontrando questo atipico personaggio, mi sono chiesto quale differenza c'è tra un critico moderno e il pensatore vero.

 Il vero pensatore, non ha certamente tanta voglia di apparire, si può immaginare come il saggio Socrate, impegnato più alla ricerca della conoscenza, preferendo vivere una vita più nascosta, mentre i Sofisti erano più propensi a fare politica, quindi desiderosi di apparire. Uno a cui non piace molto apparire malgrado sia un pozzo di cultura è il professore Barbarino Conti, Così è registrato all'anagrafe, nato a Paternò il 24 febbraio del 1930 da Filippo Conti e Lucia Costa, è un Critico Poeta Scrittore Storico. Ha scritto oltre 200 volumi, 1300 Liriche, racconti, 800 Articoli di Arte, Critica, Folclore, Letteratura, Storia, in parte apparsi in Antologie, libri, periodici. Tra le opere edite principali ne ricordiamo solo una parte: Carovana di Colline, 20 liriche (1957). conti-unoParole e Inquietudine, 24 Liriche I premio Omnia Roma (1959). Cielo sugli Occhi, 63 Liriche (1962).Lo specchio dei Giorni, 252 Liriche (1968). Messaggi e Aneliti 148 liriche (1971). Il Culto di S Antonio di Padova a Paternò. Canto per il mio Paese 39 liriche (1988). Il pensiero storico e giuridico di Nino Franco Ciccia 1937-1987 (1989). I Castelli di Paternò, Adrano, Motta Santa Anastasia (1992). Presenza Cristiana e frati Cappuccini a Paternò (1989). I frati Cappuccini e la Chiesa di S Francesco all'Annunziata a Paternò (1992). Umili e Illustri penne e pennelli (1995). Umili e Illustri: Artigiani cronisti giudici medici musicisti notai pittori ecc. Varie, Storia di Paternò e dei paesi limitrofi. Cronologia dal Paolitico al 1995. Il culto Ecumenico di Santa Barbara Vergine e Martire (1995). Fantasmi in cammino poesie, primo premio assoluto (2007). Un ricco e fecondo lavoro, molti anni di studio, e non ha ancora finito, molte le opere inedite in stampa: Francesco Cannavò (Archeologo esorcista poliglotta sacerdote scrittore) (2005-2010). Michele Cannavò (disegnatore maestro ritrattista scultore in marmo) (2005-2010). Giulio Crimi (tenore) (2005). Storia della Sicilia Dizionario Enciclopedico Conologia 5 volumi (2004-2010). Enciclopedia dal Paleolitico al 2011 volumi 22 (2004-2011). Paolo Orosio storico (2010) Mario Rapisardi Critico poeta 2 volumi (2010). Ultimo lavoro in fase di allestimento è dedicato al suo professore Santo Mazzarrino. Una dedica in segno di riconoscimento, infatti l'emerito professore Mazzarino, aveva accreditato il professore Conti presso l'Università di Boon. Il rettore della prestigiosa università tedesca, pur non conoscendo direttamente il professore Conti, lo invitò a trasferirsi in Germania per insegnare lettere. Ma la salute cagionevole di mamma Lucia, non lo aiutarono nella scelta, così Barbarino Conti preferì non accettare il prestigioso incarico, e rimanere più vicino alla mamma. Insegnò presso molte scuole di secondo grado e anche di media superiore. Fu a Brescia ad Agira ed infine a Paternò. Adesso quasi conti-duecome Socrate, il professore Barbaro Conti, da anni ormai lontano dalla fredda cattedra della scuola, per di limite di età, sopratutto lontano dai riflettori, dedica gran parte della sua vita, alla ricerca allo studio del sapere. Malgrado l'età, lavora anche 20 ore al giorno. A tarda notte, la luce del suo studio è accesa. “Non credo di appartenere alla categoria dei filosofi – dice mentre mi saluta – ma posso dire con certezza di appartenere al mondo dei poeti”. Ma lei ha scritto molto “Si, anche il fruttivendolo scrive il prezzo delle patate, io scrivo ma prima studio molto, e poi dico quello che so”. L'approccio col professore non è stato facile, ha buon motivo per diffidare. Molti presunti amici e anche giornalisti, dopo averlo consultato, e magari dopo aver steso lunghe e ricche tesi di laurea, attingendo dai suoi scritti, non sono più andati, neanche per un saluto. La nostra è una pacifica discussione, non posso ammettere che dopo qualche ora, mi sento appagato. In compagnia del professore Barbaro Conti il tempo non sembra scorrere, viene facile perdersi in tanti rivoli, e come l'appetito che vien mangiando. Gianbattista Nicolosi è l'argomento preferito, il Savasta e il Colonna. Egli è certamente un testimone ancora vivente della storia patria di Paternò, senza il suo importante contributo la nostra storia rischia di svanire. Risponde con un secco “No. Fin quando ci sono persone capaci disponibili a registrare ricostruire riproporre gli avvenimenti della nostra città."

“Gianbattista Nicolosi se ne andato da Paternò, gli hanno buttato la pietra, ma perché se ne andato? Perché a Paternò non era apprezzato, addirittura lo trattavano male, fu costretto ad andarsene da Paternò. Forse lui pensava che le nuove generazioni di paternesi, gli avrebbero dato degna sepoltura, purtroppo lui non ha avuto una tomba ne a Paternò ne a Roma. La tomba che esisteva a Roma non c’è più, non ci sono più neanche le sue ceneri. Le opere manoscritte di Giambattista Nicolosi si trovano in una biblioteca a Roma. Nei secoli passati nessuna amministrazione comunale, nessun sindaco nessun assessore alla cultura ha pensato di portare a Paternò i manoscritti di Gian battista Nicolosi, nessuno nessuno. Io ho scritto ai custodi della chiesa dove ancora conservano le opere edite e inedite, mi hanno pure risposto, mi hanno mandato l’elenco delle opere con relativo preventivo. Ma chi li può acquistare? Le opere che già si conoscono sono disperse alcune sono a Catania altre sono in giro. ……….. Francesco Onorato Colonna ha scritto tante opere sulla nostra terra, la Sicilia, diverse volte venne a Paternò per ricostruire la storia del nostro castello. Lui ha scritto almeno due o anche tre volumi proprio su Paternò, nessuno degli amministratori si è mai interessato a portare a Paternò i manoscritti di questo monaco Francesco Onorato Colonna Monsignor Gaetano Savasta conosceva un manoscritto del Colonna, uno, e lo cita nelle sue opere. Io, dopo varie ricerche nelle varie biblioteche e archivi della Sicilia, ho trovato trentatre volumi manoscritti del Colonna. Il Savasta conosceva un manoscritto da cui ha attinto e quel manoscritto ora si è perduto. Io ne ho trovato a Messina a Catania in tutto trentatre e li ho trascritti integralmente. Ora tutti questi libri si trovano trascritti e tradotti integralmente nella mia biblioteca. Biblioteca Barbaro conti di Paternò. Aggiungo una chicca. Due opere si conservano anonime senza anonimi senza nomi perché i primi fogli si sono strappati e sono andati perduti nel tempo. Io dopo studi e varie ricerche sono riuscito a trovare l’autore di queste opere in un primo tempo anonimi, che si conservano in una biblioteca pubblica. Risultano anonimi per la biblioteca ma attraverso la grafia, i contenuti sono riuscito a dargli una paternità, il nome all’autore, sono di Francesco Onorato Colonna. Lo attesto io, perché li ho letti integralmente, li ho trascritti in italiano e tutti e due queste opere, ripeto anonimi per la biblioteca, sono di Francesco Onorato Colonna. Evidentemente un gioco da ragazzi, perché nessuno prima si era premurato di leggerli... da cinquantenni ad oggi ho messo insieme tanti documenti da formare una enciclopedia la più aggiornata che ci sia in Italia, perché è aggiornata giorno dopo giorno. Una fatica enorme che oggi conta 22 volumi. E’ una enciclopedia universale che raccoglie di tutto pittori scultori poeti teologi filosofi di tutte le città del mondo. Però l’occhio mio il mio pensiero è rivolto in modo particolare su Paternò. Perché Paternò è dimenticata. Non si trovano personaggi di Paternò nelle enciclopedie. Per esempio Michele Cannavò un grande scultore non si trova in nessuna enciclopedia italiana. Se fosse nato a Firenze o a Roma o a Torino o Milano Michele Cannavò sarebbe stato nominato scritto riportato in tutte le enciclopedie. Così come non ha avuto la fortuna d nascere ne a Firenze ne in nessun altra città del nord non c’è in nessuna enciclopedia. Altro esempio Ardizzone Carmelo non c’è in nessuna enciclopedia, ma c’è nelle mie opere perché io conosco le opere. Il professore universitario Nino Franco Ciccia non si trova in nessuna enciclopedia. Io ho raccolto tutte le opere edite e inedite del professore Ciccia. Perché questa grave escusione? Perché le enciclopedie sono scritti da bravi professori, ma che risiedono in città come Firenze Roma a Milano le grandi città culturali. Questi grandi professori conoscono benissimo la storia di Firenze di Milano Ma non conoscono la storia di Paternò di Agira Leonforte di Adrano Bronte ecc. sconoscono totalmente i nostri uomini illustri, i nostri personaggi se pure bravi non sono trattati nelle grandi enciclopedie. Io vado in cerca dei personaggi dimenticati, questo da anni è il mio lavoro il mio impegno. Ricordare quelli che non hanno avuto voce e un volto nei libri.”


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