Abbiamo 279 visitatori e nessun utente online

The Seven in ArmonyE' molto difficile poter raccontare dettagliatamente la lunga vita del complesso musicale The five in Armony. Per alcuni dei suoi protagonisti, è pure una bella fiaba, iniziata poco più di ottanta anni fa. Attraverso le foto dell'archivio fotografico del maestro Antonio Chiavetta, gelosamente conservate da Fernanado Tattareso, possiamo continuare a raccontare le avventure  del complesso musicale, più famoso che i paternesi ancora oggi ricordano volentieri. La piccola Orchestra cambiò spesso alcuni dei suoi orchestrali, dopo l'uscita del maestro Mimmo Sambataro, andò via Nunzio Ortisi, anche lo stesso Giuseppe Longo, un po per la sua età non più giovane, fu costretto a lasciare il gruppo, preferendo dedicarsi al suo lavoro, il barbiere, sicuramente meno faticoso, anziché peregrinare fino a tarda ora con l'orchestra. Fu così che il maestro Antonio Chiavetta, aprì il suo gruppo a vari musicisti che si aggiungevano per brevi periodi come il celebre chitarrista Giovanni Pecora .

the five in armonyE' molto difficile poter raccontare dettagliatamente la lunga vita del complesso musicale The five in Armony. Per alcuni dei suoi protagonisti, è pure una bella fiaba, iniziata poco più di ottanta anni fa. Attraverso le foto dell'archivio fotografico del maestro Antonio Chiavetta, gelosamente conservate da Fernanado Tattareso, possiamo continuare a raccontare le avventure  del complesso musicale, più famoso che i paternesi ancora oggi ricordano volentieri. La piccola Orchestra cambiò spesso alcuni dei suoi orchestrali, dopo l'uscita del maestro Mimmo Sambataro, andò via Nunzio Ortisi, anche lo stesso Giuseppe Longo, un po per la sua età non più giovane, fu costretto a lasciare il gruppo, preferendo dedicarsi al suo lavoro, il barbiere, sicuramente meno faticoso, anziché peregrinare fino a tarda ora con l'orchestra. Fu così che il maestro Antonio Chiavetta, aprì il suo gruppo a vari musicisti che si aggiungevano per brevi periodi come il celebre chitarrista Giovanni Pecora . Anche il simpatico figlioccio Sebastiano Anicito, lasciò il gruppo e Paternò, l'età giovane lo portava a seguire le tracce della nuova musica arrivata da oltre oceano, con l'arrivo degli americani. Ebbe la fortuna di raggiungere i paesi scandinavi. Dopo aver chiesto il permesso al maestro, decise di accettare un ingaggio, inizialmente per soli sei mesi, poi prolungati per quasi vent'anni.

CicloniLa musica arte nobile ma assai volubile, genera talenti li spreme, li divora e in fine li annienta. Così è stato per i Cicloni. Un gruppo di cinque musicisti, in cerca di fortuna partiti da Paternò in giro per i più famosi locali italiani. Cinque le incisioni sul vinile, hanno cavalcato il successo dal 1952 al 1969, ma inesorabile anche per loro, è arrivato il tramonto. Dei cinque elementi solo due sono ancora in forma smagliante. Ciccio Randazzo, ormai da anni vive al nord. E il settantaquattrenne Tommaso Chiara. E’ difficile l’approccio con Tommaso, forse perché teme che qualcuno possa violare quella leggenda, tenuta gelosamente per se. Ma col passare dei minuti, seduto comodo sul divano di casa sua, si scioglie quando apre lo scrigno dei ricordi. Incredibile, non erano figli dei fiori, facevano l’amore e non la guerra, ma soprattutto suonavano bene. Prova ne sono le foto e i giornali dell’epoca. Un insieme che fanno da cornice alle storie che con lucidità mi racconta. Sembrano visioni.

U saluni di Mussu StortuVia Garibaldi e la più celebre, via Vittorio Emanuele a “strada ritta” con piazza Indipendenza e i Quatto canti, potrebbero benissimo candidarsi, per il set di qualche film. Luoghi che potrebbero benissimo rimanere impressi nella memoria, di chi li vede per la prima volta.   Il Corso principale, oggi appare agli occhi degli abitanti rispolverata a nuovo, architettonicamente bello. Diverso il giudizio per via Garibaldi, quasi al totale abbandono. Non è il caso di accendere polemiche sul centro storico, quel salotto urbano ha un'anima, quei luoghi hanno vissuto momenti di grande gloria. Luoghi fieri di aver fatto da culla a momenti belli, come le spensierate passeggiate lungo il basolato. O più tristemente, strada dell'ultimo viaggio per i defunti. Malgrado la metamorfosi dei tempi moderni, belli o brutti, quei luoghi rappresentano comunque l'anima di una città. Ma un paese che vuole essere bello accogliente e vivibile sopratutto per chi ci risiede tutto l'anno, sarebbe giusto ed in grado, di offrire accoglienza per chi viene una volta all'anno. Come in questi giorni di festa. Ma se un luogo è brutto tutto l'anno,  come saprà essere bello ed accogliente per un solo mese all'anno, o per una sola settimana, se quel luogo è brutto tutto l'anno?

Maestro Domenico SambataroUna città per cantare” così recitava il ritornello di una canzone, di qualche tempo fa. Quella città bella e spensierata alle falde dell’Etna c’era, e forse lo sarà ancora, per molto tempo, parlo della mia Paternò. Quando nella vita qualcosa va storto, si cerca di cancellare anche subito, quel brutto momento, cercando di non lasciarne traccia, infatti sono molti i sostenitori che affermano convinti, il passato si deve cancellare, ed essere pronti a voltare pagina. La mia non è semplice nostalgia del passato, altrimenti come ricorda qualcuno (l'attore Giovanni Calcagno), nostalgia è uguale a pazzia. Pazzi sono coloro che vogliono cancellare la memoria storica.

Eventi in Sicilia

Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
31

Questo sito utilizza i cookie per migliorare l'esperienza di navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull'utilizzo del sito stesso. Vengono utilizzati cookie tecnici e di terze parti . E' possibile conoscere i dettagli consultando la nostra privacy policy. Proseguendo nella navigazione si accetta l'uso dei cookie; in caso contrario è possibile abbandonare il sito.