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U saluni di Mussu StortuVia Garibaldi e la più celebre, via Vittorio Emanuele a “strada ritta” con piazza Indipendenza e i Quatto canti, potrebbero benissimo candidarsi, per il set di qualche film. Luoghi che potrebbero benissimo rimanere impressi nella memoria, di chi li vede per la prima volta.   Il Corso principale, oggi appare agli occhi degli abitanti rispolverata a nuovo, architettonicamente bello. Diverso il giudizio per via Garibaldi, quasi al totale abbandono. Non è il caso di accendere polemiche sul centro storico, quel salotto urbano ha un'anima, quei luoghi hanno vissuto momenti di grande gloria. Luoghi fieri di aver fatto da culla a momenti belli, come le spensierate passeggiate lungo il basolato. O più tristemente, strada dell'ultimo viaggio per i defunti. Malgrado la metamorfosi dei tempi moderni, belli o brutti, quei luoghi rappresentano comunque l'anima di una città. Ma un paese che vuole essere bello accogliente e vivibile sopratutto per chi ci risiede tutto l'anno, sarebbe giusto ed in grado, di offrire accoglienza per chi viene una volta all'anno. Come in questi giorni di festa. Ma se un luogo è brutto tutto l'anno,  come saprà essere bello ed accogliente per un solo mese all'anno, o per una sola settimana, se quel luogo è brutto tutto l'anno?

CicloniLa musica arte nobile ma assai volubile, genera talenti li spreme, li divora e in fine li annienta. Così è stato per i Cicloni. Un gruppo di cinque musicisti, in cerca di fortuna partiti da Paternò in giro per i più famosi locali italiani. Cinque le incisioni sul vinile, hanno cavalcato il successo dal 1952 al 1969, ma inesorabile anche per loro, è arrivato il tramonto. Dei cinque elementi solo due sono ancora in forma smagliante. Ciccio Randazzo, ormai da anni vive al nord. E il settantaquattrenne Tommaso Chiara. E’ difficile l’approccio con Tommaso, forse perché teme che qualcuno possa violare quella leggenda, tenuta gelosamente per se. Ma col passare dei minuti, seduto comodo sul divano di casa sua, si scioglie quando apre lo scrigno dei ricordi. Incredibile, non erano figli dei fiori, facevano l’amore e non la guerra, ma soprattutto suonavano bene. Prova ne sono le foto e i giornali dell’epoca. Un insieme che fanno da cornice alle storie che con lucidità mi racconta. Sembrano visioni.

Emanuele BonannoCosa direbbe oggi del famoso reality show il Grande fratello, il signor Emanuele Bonanno? Lui un geniale, nobile saltimbanco, morto nel 1998, a 89 anni suonati. Che amava sapere tutto di tutti, e che era sicuramente un occhio indiscreto che guardava sornione su Paternò.
Ero piccolo, quando lo incontrai per la prima volta, mentre lui stava dietro il bancone del suo tabacchino. Quando le vecchie cucine non avevano il pizio elettrico, mia mamma a volte mi mandava a comprare i fiammiferi.

Maestro Domenico SambataroUna città per cantare” così recitava il ritornello di una canzone, di qualche tempo fa. Quella città bella e spensierata alle falde dell’Etna c’era, e forse lo sarà ancora, per molto tempo, parlo della mia Paternò. Quando nella vita qualcosa va storto, si cerca di cancellare anche subito, quel brutto momento, cercando di non lasciarne traccia, infatti sono molti i sostenitori che affermano convinti, il passato si deve cancellare, ed essere pronti a voltare pagina. La mia non è semplice nostalgia del passato, altrimenti come ricorda qualcuno (l'attore Giovanni Calcagno), nostalgia è uguale a pazzia. Pazzi sono coloro che vogliono cancellare la memoria storica.

professore_cozzopAdrano- Mentre la colonnina di mercurio staziona vicina ai 40 gradi, andando alla ricerca del nostro personaggio, da piazza Sant'Agostino verso il Castello, attraversando via Roma passando proprio davanti la maestosità della chiesa di Santa Lucia, si percepisce quanto la canicola di questi giorni, pesi sopratutto sul fisico delle persone anziane. Sono molti gli onder ottanta seduti a filare, mentre si godono l'ombra, davanti a un boccale di acqua fresca. Ma pochi passi più giù, in via Acireale nel giardinetto sotto casa, incontriamo l'intrepido, Carmelo Cozzo professore in pensione di 82 anni, che sembra non patire il caldo. Comanda come bagnare i fiori, belli e vigorosi nonostante l'afa del pomeriggio. Epicuro diceva; se il vecchio diventa saggio, è perchè impara a riconoscere se stesso e concedersi alla vita, e il professore Cozzo lo fa a modo suo, perchè molto estroverso.

 

 

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