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VernaQuando i ragazzi sgobbano tra i libri di scuola e ne traggono il giusto profitto, inconsapevoli si preparano al futuro, meglio di chi, invece è svogliato e preferisce perdere tempo davanti a slot machines. Quando la scuola non era obbligatoria, lo studio era un lusso per pochi, questi inevitabilmente finivano per essere l'elit della società, magari  destinati al comando. Per fortuna non è stato sempre così. La natura spesso è generosa verso coloro che apparentemente nascono  sfortunati. A pochi dona talenti che se scoperti aprono le strade della gloria e del successo, più che a coloro che nascano in nobili culle. Il pastorello Giotto per esempio, al pascolo condivideva con le pecore, le bellezze del Creato. Oggi Assisi conserva ciò che le sue mani, sapientemete hanno dipinto. Quando si nasce in periodi di guerra e magari orfani di padre.

Tanino PalumboQuando un artista comincia a essere cosciente di essere riconosciuto, e si distingue per le sue opere,  non immagina nemmeno, di fondare uno stile, se pure consapevole di far parlare le sue opere. Se i lavori parlano della sua terra, della sua gente, delle sue radici, la sua arte è destinata a durare nei secoli. Tanino Palumbo ha raggiunto questo traguardo, ma la sua terra la sua gente oggi non lo riconosce, lo ha dimenticato. L’abulica città di Paternò, da molto tempo ha in se un maledetto virus, ingoia vorace, metabolizzando tutto con assoluta indifferenza. In vita il pittore ha ricevuto molti riconoscimenti locali e nazionali, di lui ci sono molte note di merito scritte qua e la, da critici famosi. Ma dopo la sua scomparsa nulla più. Il 12 gennaio del 2004 fu il giorno più lungo della sua vita. Aveva appena ricevuto la comunicazione, per la prima volta l'accademia “Belle Arti” di Catania gli affidava il Patrocinio per una mostra su Catania. Un evento mai riconosciuto a nessun artista ancora in vita. Col figlio Giuseppe, era andato a far visita al rettore Enzo Indaco, non si aspettava un riconoscimento così importante, ci teneva a lasciare un segno tangibile nella sua terra. Tornato a casa felice, come i bambini non riusciva a trattenere la gioia, ma appena poche ore dopo morì. Altre volte questo giornale (La Gazzettarossazzurra) lo ha decorosamente ricordato, lo rifacciamo ancora in questa rubrica dei personaggi, insieme al figlio Giuseppe.

E' vero, siamo immersi in un mondo dove l'oratoria spesso è vuota. Peggio ancora se catapultiamo tutto il nostro vivere, il nostro conti_trepessere, nell'infinito mondo del Web, dove tutto è virtuale, privo di senso di valore. per esempio  oggi tutti parlano di tutto, spesso avendo anche poca conoscenza dell'argomento di cui si sta discutendo, se c'è poi anche una buona dose d'arroganza e presunzione, si diventa anche ottimi opinionisti. e perche no anche intelletuli. Ecco perché nel parlare del professore Barbarino Conti, starò molto attento, trattando con prudenza le parole. Incontrando questo atipico personaggio, mi sono chiesto quale differenza c'è tra un critico moderno e il pensatore vero.

padrestramondoBisognerebbe perdere la cognizione del tempo, per gustarsi bene la vita. Ci riprendiamo ora, come dopo una lunga vacanza, premetto, per il futuro non sono sicuro di poter rispettare i tempi del periodico. Questa rubrica dei "Personaggi" piace a tutti, lo so. In tutto questo tempo di pausa, ho meditato cercando di capire il perchè di tanto gradimento. E' il "Tempo" (non quello atmosferico o meteorologico), il motivo che ci fa apprezzare il temperamento, la stravaganza di certi personaggi. Il tempo passa, scorre così in fretta, spesso non ci fa accorgere di coloro che prima ci erano vicini e via via sono scomparsi. Qualcuno dice, che gli uomini sono prodotti deperibili nel tempo, senza scadenza. Ha ragione, ma bisogna aggiungere, che certi uomini vengono scolpiti nel tempo con le loro opere, per sempre.

 

Nell'anniversario della scomparsa (12/11/2010) del Senatore Barbaro Lo Giudice, riproponiamo un articolo pubblicato nei giorni successivi alla sua dipartita. Sicuri di fare cosa gradita ai figli e a molti paternesi, che molto hanno stimato quest'uomo, di grande spessore politico.  
Senatore Barbaro Lo GiudiceCi sono esponenti politici che hanno lasciato il loro solco, un segno indelebile nella storia di una città. Personaggi che hanno resistito all’oblìo,personalità, come nel caso di Barbaro Lo Giudice, che ad esempioPaternò non potrà dimenticare mai. Oltre ogni luogo comune che in tempi come questi bollano i rappresentanti delle istituzioni come modesti se non mediocri. Nel caso di Lo Giudice, si può invece dire senza alcun dubbio, che si trattava di un esponente politico di raro spessore. E’ ancora forte il dolore per la perdita del senatore Barbaro Lo Giudice, ed è doveroso pertanto ripercorrerne la figura illustre e indimenticabile che ha rappresentato per questa città. L’annuncio alla cittadinanza della perdita è sottolineata da due manifesti funerari: il primo dei Democratici Cristiani e i cittadini grati, in nome dell’onestà; il secondo, ad opera del primo cittadino e dell'amministrazione comunale tutta di oggi, partecipi al dolore della famiglia Lo Giudice. Entrambi a ricordare la scomparsa del senatore, il suo grande impegno politico profuso durante la sua vita nell'interesse della sua amata Paterno'. Ma chi era davvero Lo Giudice per chi non lo ha visto operare?

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