FIGLIO DI UN DIO NETTUNO MINORE

logo-viva_il_mareS.O.S. per il Canale di Sicilia, una delle zone del Mediterraneo più ricche di biodiversità, e più importanti per la vita del mare. Censito dalle Nazioni Unite (UNEP-MAP) come una delle dodici aree da sottoporre a rigorosa protezione, e meritevole di speciale attenzione da parte dell’Italia per la prossimità di Isole come Pantelleria. La “Perla Nera del Mediterraneo”, infatti, da tempo nell’elenco dei possibili nuovi Parchi Marini, viene oggi inspiegabilmente esclusa dalla tutela per una assurda clausola delle norme (qui in calce riportate) che recepiscono la Direttiva Europea.


L’allarme arriva proprio da Pantelleria, e sono in corso accertamenti per individuare e segnalare alla pubblica opinione, soprattutto in Sicilia, chi siano i responsabili di questa assurda violazione delle disposizioni internazionali.

Istituzione di zone di protezione ecologica nel Mediterraneo.

In queste zone, lo Stato eserciterà la propria giurisdizione per proteggere e preservare l’ambiente marino, i mammiferi e le biodiversità dai rischi di catastrofi ecologiche dovute a scarichi di sostanze inquinanti da parte di navi mercantili o ad incidenti di navigazione, conformemente a quanto previsto anche dalla Convenzione UNESCO del 2001 sulla protezione del patrimonio culturale subacqueo.
Su proposta del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, è stato approvato dal Consiglio dei Ministri del 6 ottobre, un regolamento per l’istituzione di una Zona di protezione ecologica del Mediterraneo nord-occidentale, del Mar Ligure e del Mar Tirreno, nel rispetto della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare del 1982, a partire dal limite esterno del mare territoriale italiano e con esclusione dello Stretto di Sicilia.
In queste zone, lo Stato eserciterà la propria giurisdizione per proteggere e preservare l’ambiente marino, i mammiferi e le biodiversità dai rischi di catastrofi ecologiche dovute a scarichi di sostanze inquinanti da parte di navi mercantili o ad incidenti di navigazione, conformemente a quanto previsto anche dalla Convenzione UNESCO del 2001 sulla protezione del patrimonio culturale subacqueo.

                    Carmelo Nicoloso
(Coordinatore sud Italia Comitato Parchi)

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