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   Custode del Creato sull'Etna

Un bel tramonto autunnale, come tanti in questo caldo novembre siciliano, mi ritrovo alla Madonna della Roccia di Belpasso,  giacche’ mi hanno appena comunicato che monsignor Giancarlo Maria Bregantini nostro Ambasciatore della Natura, si trova li per la via Crucis con un gruppo di religiose e religiosi provenienti da diverse parti d’Italia.

Un dono del Signore incontrarlo in questo luogo a me particolarmente caro, partecipai quale volontario durante l’Apparizione della Madonna a Rosario Toscano, prestando la mia opera di assistenza ai tanti pellegrini ed in particolare agli ammalati, provenienti da ogni parte d’Italia;  insieme ad un carissimo amico giornalista (che ci ha lasciati diversi anni fa)  abbiamo condiviso testimonianze di fede e alcuni eventi mistici (conversioni e guarigioni), raccolte nel suo libro la Roccia della Speranza e commentate nello speciale La Vita in Diretta della Rai. Appena ci siamo incontrati con monsignor Bregantini, il nostro sguardo va alla nostra Muntagna, a quel vulcano che da qualche mese e’ diventato Patrimonio dell’Umanita’, un breve cenno sulle passate e devastanti eruzioni che nei secoli si sono susseguite, una fra tutte quella del 1669, la Roccia della Madonna di Belpasso si trova proprio dinnanzi ai monti Rossi (anticamente i monti della Ruina), quel cratere laterale da dov’e’  fuoriuscita la lava che ha raggiunto il mare a Catania, distruggendo borghi e casali, attorno alla Roccia sono tangibili i segni di quella eruzione.  Monsignor Bregantini si fa promotore nei confronti del gruppo di religiose e religiosi per organizzare  l’indomani un’escursione sull’Etna, presto accolta. L’indomani ci raduniamo ad orario di pranzo presso la casa degli Esercizi spirituali dei padri Passionisti a Mascalucia, preparati i sacchetti con la colazione a sacco,  ci dirigiamo con i nostri mezzi attraverso la strada provinciale che porta a Nicolosi-nord/Rifugio Sapienza.

E’ un grande onore accompagnare e guidare monsignor Bregantini nel nostro Parco dell’Etna, il vescovo di Campobasso-Bojano e presidente pastorale CEI per la Salvaguardia del Creato, ci invita ad apprezzare le bellezze e  le ricchezze della Natura, e della vita nella campagna concepita come giardino fecondo di frutti, da non sfruttare egoisticamente, ma da amare e custodire con piena fedeltà, in armonia e reciprocità. Etna primo parco istituito in Sicilia nel 1987, un ecosistema ricchissimo di biodersita’, con tantissimi ed esclusivi endemismi, soprattutto botanici, alcune essenze arboree quale la Betulla oppure arbustive come  la Ginestra (Genista atnensis) sono tipiche del nostro territorio, ma anche alcune floricole come la Viola aetnesis, quindi  le diverse piante pioniere  che popolano il deserto vulcanico come l’Astragalo dell’Etna (noto come Spinosanto). Ma sono i luoghi che segnano sensazioni particolari ed uniche, tra questi le tipiche Dagale, queste “oasi di verde”  scampate alle diverse eruzioni e colate laviche, sono straordinarie piccole aree boscate, dove oltre alla presenza delle essenze arboree ed arbustive si trovano anche ottimi funghi commestibili. Grazie alla disponibilita’ dell’Azienda Regionale Foreste Demaniali, facciamo la nostra prima sosta presso la Casermetta/Rifugio S. Gualberto, dopo il nostro pranzo a sacco, ci spostiamo poco distante sulla pista alto montana sul torrente Milia, dove s’e’ fermato un braccio del fronte lavico dell’eruzione 2002 (Etna sud), il gruppo insieme a monsignor Bregantini  si trova proprio sopra il fronte lavico, improvvisamente dal cratere di sudest un’esplosione, e’ il saluto del nostro vulcano ad un autentico custode del Creato. Era il 2009 quando insieme a Tom Perry “l’uomo a piedi nudi” abbiamo avviato il nostro progetto Le Care Montagne che parlano di Dio dedicato a Giovanni Paolo II, siamo partiti proprio dall’Etna, a Piano Vetore, un sito che nel 2002 e’ stato scelto per l’Anno Internazionale della Montagna, insieme al gruppo e monsignor Bregantini ci fermiamo per un momento di preghiera in quest’area dove l’Azienda Regionale Foreste Demaniali nel 2010 ha collocato una stele con il ritratto Giovanni Paolo II ( dal dipinto del maestro Elio Ruffo), una croce in Betulla ed un altare in legno. Arrivati a quota 1910 su Etna sud, in zona Rifugio Sapienza, monsignor Bregantini intervistato dalla giornalista Sonia Di Stefano, invia un messaggio di speranza indirizzato ai giovani siciliani, evidenziando l’opportunita’ che la natura attraverso le aree protette offre per una qualificata crescita professionale, ponendo al centro la “Custodia del Creato”, rimarcando il ruolo “custode” come piu’ volte enunciato da Papa Francesco. Una sosta e preghiera anche all’altarino della Madonna delle Nevi, precedentemente si trovava un po’ piu’ a nord, eretto nel 1946 dai rappresentanti FUCI di Catania, nel 1962 Karol Wojtyla (arcivescovo ausiliario di Cracovia) fece sosta in quel luogo durante la sua partecipazione al Concilio Vaticano II, l’altarino fu seppellito dalla lava dell’eruzione del 1983. L’ex comandante del soccorso alpino della G.d.F Maurizio Dal Bosco insieme al gruppo e monsignor Bregantini hanno reso omaggio all’equipaggio dell’elicottero della G.d.F. , nel luogo dove s’e’ schiantato nel 1994, durante una fase di soccorso in montagna.

                  Carmelo Nicoloso
(Centro Custodia del Creato Karol Wojtyla)


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