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Martedì 9 ottobre, presso il Santuario di Mompileri, sono state effettuate le riprese per la trasmissione che andrà in onda sabato 27 Ottobre 2018 16:20 su RAI 1.

Tema della puntata "FRATELLO FOCO. Oltre al commento al Vangelo della domenica, era quello di soffermarsi sul rapporto con ''fratello fuoco'' attraverso la lava. Per questo, gli intervistati hanno portato esperienze legate al Santusrio di Mompileri (indiscutibilmente il più espressivo dell'Etna) e poi testimonianze sui percorsi naturali, spirituali e umani coinvolti nel rapporto con il vulcano.

Don Maurizio Patriciello conduttore della seconda parte del programma,  ''Le ragioni della speranza'', insieme al regista Salvatore Tomai e l'autore Roberto Fittipaldi, con loro la troupe e gli operatori di ripresa. Sono intervenuti, oltre il rettore del Santuario padre Alfio Privitera, don Angelo Maugeri, Marisa Mazzaglia, Anna Maria Sicari, Alfio Petralia, Carmelo Nicoloso, Andrea Stramondo con la Mamma Maria Lucia Franceschinj e la zia Sara Franceschini...

 «Tra li più venerati Santuarii della Sicilia, accontavasi la Chiesa Maggiore di Mompileri, che sorgeva sul rialto di un Colle, pertinenza del Monte Etna; quivi esposte vedevansi all’adorazione dei popoli, tre grandi Statue di finissimo marmo, delle quali una [… ] rappresentava l’immagine della Regina del Cielo, sotto il titolo della Grazia, e le altre due eran di figura dell’Arcangelo Cabriello e della stessa gran Signora, in atto di ricevere l’annunzio felice della Maternità divina, erano si belle che, non vi é forse Storico delle cose Siciliane, il quale ragionando di questo monte e di Catania, non ne faccia memoria, tanto che il Tedeschi stimò di aver detto poco chiamandole Stupore dell’Arte e però per non errare gli parve doversi stimare, scultura non di umano ma di Angelico lavorio, né lasciò il Cielo di renderne più illustre la fama coi suoi prodigi… ».1

Giovanni Andrea Massa - 1709

Mompileri: un monte, un villaggio e un santuario mariano

L’ubicazione, le dimensioni (tre navate) che si sono potute ricostruire dalla parte oggi accessibile (anche attraverso i cunicoli), e la funzionalità sacramentale e santuariale che nel tempo maturò, hanno anche fatto ipotizzare ad alcuni studiosi che Mompileri fosse stata sede di una Commenda dei Templari.3 Più appropriato sembra ricercare le radici dell’insediamento urbanistico in quel movimento di urbanizzazione del “Bosco etneo” successivo al tempo di Ruggiero il Normanno:

«Al tempo della conquista normanna si può presumere ragionevolmente che nel bosco di Catania non ci fossero nuclei consistenti di abitazioni. Nei documenti arabi e normanni del tempo troviamo indicate nella zona le città di Paternò, Motta S. Anastasia, Lentini, Aci e qualche altro casale di difficile identificazione. La prima colonizzazione del bosco etneo fu affidata ai monaci benedettini dei numerosi monasteri e priorati sparsi lungo i versanti del Vulcano...................


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