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a cura dell'Archeoclub d'Italia area paesi dell'Etna

Prima domenica del mese, il presidente dell’Archeoclub d’Italia Area paesi dell’Etna: Belpasso-Paternò-Adrano, Maria Rosa Vitaliti, organizza una escursione culturale per i soci e simpatizzanti, alla scoperta della Catania archeologica, che molta gente non conosce, anche se nessuno lo ammette. Bella giornata , appuntamento con la guida a piazza Stesicoro per visitare l’Anfiteatro Romano e scopriamo che l’anfiteatro, come le Terme della Rotonda  di domenica sono chiusi al pubblico per mancanza dei custodi, problema antico relativo  alla fruizione  dei beni monumentali ed archeologici  in Sicilia.  Il problema risale agli anni del concorso nelle province della Sicilia orientale che  assunse personale in  gran quantità ; risultato, i più erano palermitani e trapanesi e quindi a concorso vinto si fecero trasferire  nel loro territorio lasciando sguarnito il nostro, che da anni   si cerca di sanare,  ma con le assunzioni bloccate ed una burocrazia sorda che non vuole trovare altre soluzioni alternative , magari coinvolgendo il volontariato culturale.

Ed allora come mai  la Regione  che si vanta di puntare  sul turismo culturale non sblocca questo intreccio increscioso di diverse competenze tra regione ,comuni e Poli museali? A che serve inaugurare in pompa magna, i siti archeologici , come ultimamente le Terme della Rotonda  per poi diventare inaccessibili per mancanza dei servizi essenziali? Forse queste inaugurazioni servono per le passarelle dei vari politici di turno?  Come presidente e consigliere nazionale archeoclub d’Italia sento la responsabilità di questo  disagio culturale  e faccio appello alle autorità competenti  di trovare congiuntamente una soluzione. Noi quella domenica abbiamo visitato l’anfiteatro, grazie alla solerzia della nostra guida, Silvia Scollo, che è andata a prendere personalmente un custode, naturalmente autorizzato dai suoi superiori, e che con alto senso  del servizio dell’accoglienza ha aperto il sito,  nonostante avesse fatto il suo turno di notte. A noi si sono accodati tantissime altre persone, confermando che la gente ha  voglia di conoscere i propri beni culturali. All’interno dell’Anfiteatro oltre alla esaustiva spiegazione della guida, i giovani dell’Iban dell’istituto di archeologia ci hanno proiettato il trailer della ricostruzione virtuale dell’anfiteatro. Si tratta  di uno dei più grandi, presentando una circonferenza esterna di ben 309 metri, secondo solo all’anfiteatro Flavio di Roma e all’Arena  di Verona. La sua origine si data  generalmente al II secolo d.C e pare contenesse  circa 15.000 spettatori.  Nel 251 d.C venne ricoperto dalla lava dell’Etna e nell ‘XI secolo  fu depredato  dei propri materiali  costruttivi  per la realizzazione  di opere civili e sacre della città, per ordine di Ruggero il Normanno. Dopo il terremoto del 1693 , la struttura  venne interrata   per evitare che i cunicoli  venissero usati  come nascondiglio da malfattori. Nel 1904 grazie al principe  Biscari  si iniziarono degli scavi per recuperare  i resti  per la testimonianza stessa dell’Anfiteatro . Sempre con lo stesso custode di buona volontà abbiamo visitato anche le Terme della Rotonda, anch’esse chiuse al pubblico per mancanza di personale dopo la cerimonia di presentazione dei recenti lavori di scavo, un’altra passarella??. Ultima tappa del gruppo di Archeoclub d’Italia  Area paesi dell’Etna guidati da Silvia Scollo ultima tappa, le Terme Achilleane  altro gioiello archeologico di Catania gestito  dalla diocesi che, facendosi pagare l’entrata, non vuole accodarsi all’entrata  gratuita dei siti archeologici   della prima domenica del mese  applicata in tutta Italia.


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