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BELPASSO - Nell’ambito degli appuntamenti culturali, il presidente dell’archeoclub Regina Eleonora D’Angiò di Malpasso- Belpasso ha organizzato nell’aula conferenze della scuola media statale N.Martoglio a cura del prof.re  Domenico Chisari sul tema” Mulini ad acqua nella valle del Simeto”. Rivolto ai ragazzi il prof.re Mimmo Chisari  ha sottolineato , supportato di diaporama,  questa mia ricerca è un documento  epocale  che invita a conoscere ed amare i luoghi  cari alle nostre  tradizioni civili, andare  alla ricerca  dei mulini, che ,un tempo  in piene attività  utilizzavano  la ricchezza  delle tante sorgenti che alimentavano il Simeto, mi ha dato la possibilità  di riscoprire l’identità  di una Valle , la bellezza dei suoi assolati poggi, la maestosità  dei leggendari castelli, il fascino delle sue mitiche contrade, Fata,Salinelle, Poira, Mendolito, e la ricchezza dei siti archeologici.”  Il relatore con un exursus  sui mulini  della Valle del Simeto, con foto inedite, ha messo in evidenza come l’acqua  è stao ed è un bene primario  per lo sviluppo delle civiltà.

Ha spiegato  come il fiume Simeto , importante  punto di riferimento e di viabilità nell’antichità, navigabile per lunghi tratti, è  fonte di vita per i popoli preistorici i quali, che si sono insediati  sui verdi poggi che costeggiavano la sua fertile  valle. De mulini ne parlano anche Plinio il Vecchio ( Naturalis historia, libro XVII, capit. XXII) e Palladio Rutilio ( De Rustica,T.T.XXII) ,il mulino ad acqua continua  ad essere utilizzato  durante il Medioevo ebbe una rapida  diffusione  per l’incremento dell’agricoltura  e le coltivazioni di grano e la sua trasformazione in farina, il mulino da grano a ruota orizzontale , tipico in Sicilia,  avendo piccole macine  utilizzava piccoli  volumi d’acqua  a corrente  rapida  caratteristiche  di alcuni fiumi e torrenti  .Il prof.re Mimmo Vhisari attraverso le diapositive  ha fatto viaggiare i ragazzi della scuola media N.Martoglio , gli insegnanti i soci ed i numerosi simpatizzanti tra i vecchi mulini di Carcaci, Bronte, Geraci,  di Serravalle, di Biancavilla, di Santa Maria di Licodia  di Paternò , di Adrano che sono dieci  funzionanti fino  ai primi decenni del XX sec. e utilizzati  per lo più, per macinare granaglie tra il Mulino Soprano, il Mulino Nuovo, il Mulino della Rocca, il Mulino S.Antonio, il Mulino dell’Abbadessa ed altri,  un viaggio nella memoria delle antiche tradizioni dei popoli del passato che hanno dato vita alla civiltà futura.


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