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raccontata dal giornalista-scrittore dott.re Salvo De Luca

ARCHEOCLUB D’ITALIA SEDE BELPASSO - Nell’ambito delle conferenze per la conoscenza del territorio, la dott.re Salvo De Lucapresidente, Maria Rosa Vitaliti delll’archeoclub d’Italia “ Regina Eleonora D’Angiò, sede di Belpasso , in collaborazione con la biblioteca comunale “ Roberto Sava” di Belpasso, ha presentato “ L’Etna sito UNESCO, breve storia delle eruzioni, curiosità sulla grande eruzione del 1669” , a cura di Salvo De Luca , giornalista, scrittore, ricercatore e studioso del territorio, con all’attivo numerose pubblicazioni culturali in Italia ed all’estero L’inizio del processo formativo dell’Etna si fa risalire al Quaternario, a partire da 600.000 anni fa, a parlare è il dott.Salvo De Luca che, coadiuvato da foto, fa un exursus sulla storia dell’Etna fino a raggiungere la grande colata lavica del 1669 che distrusse la maggioranza dei paesi etnei , giungendo alle porte di Catania.

Tuttavia, sottolinea il relatore, il periodo cosiddetto storico copre circa tre millenni, La carta geologica ottenuta con le ricerche più recenti ha permesso di individuare 35 colate di lava tra il 122 a.C. ed il 1600 d.C. Il dott.re Salvo De Luca ha acennato alle colate laviche dell’Etna del 737 a.C , menzionata da Tucidide , a quella del 693 a.C, detta anche “ colata dei Fratelli Pii”, così chiamata per la leggenda ambientata durante questa eruzione dove i Pii Fratelli divennero tanto celebri che a Roma vennero venerati come semidei e lo stesso Virgilio vi si ispirò per la stesura dell’Eneide, nell’immagine di Enea che trae in salvo il cieco padre. I residui della colata lavica si sono trovati in pieno centro storico a Catania, al di sotto degli strati ellenici .L’eruzione coprì in parte il fiume Amenano, forse dando vita alla nascita del Lago di Nicito, altri accenni sulle colate laviche dell’Etna il relatore li fa a quelle del 396 a.C. fino a giungere alle colate che interessarono i paesi etnei: quello del 252 che interessò Nicolosi e Mascalucia, del 394 che investì il territorio di Acireale, quella del 1169 in cui la lava arrivarono fino al mare di Acicastello, coprendo il porto di Ognina Ed ancora ha illustrato tramite rare diapositive le eruzioni dell’Etna del 1536-1537, le più cruente, raccontate dal cronista, Tommaso Fazello, ed ancora del 1556, 1579-1580, del 1603, del 1607, del 1610 che quest’ultima raggiunse Adernò, oggi Adrano, le colate del 1614-1624, l’eruzione più lunga del periodo storico avvenne sul versante settentrionale del vulcano formando il vasto campo lavico denominato “ Sciara del Follone” ed emise un miliardo di metri cubi di lava, coprendo 21 chilometri quadrati di superfice, queste colate diedero vita a quota 2550 e presentarono la caratteristica d’ ingrottarsi ed emergere più a valle, lo svuotamento dei condotti di ingrottamento diede origine ad una serie di grotte laviche ancora oggi visitabili, Grotta del Gelo e la grotta dei Lamponi. L’altra colata lavica devastante fu quella del 1669, che originatesi presso i Monti Rossi, a Nord di Nicolosi, distrusse Nicolosi, danneggio Treccastagni , Pedara , Mascalucia e Gravina , seppellì Malpasso, Mompileri Camporotondo, Misterbianco, San Pietro Clarenza, San Giovanni Galerno e Misterbianco dirigendosi verso il mare, circondando Catania nel suo lato occidentale, ne distrusse la parte esterna fino alle mura , circondando il Castello Ursino, che sorgeva a poca distanza dal mare. Della colata lavica del 1669 ai presenti il dott.re Salvo De Luca ha ricordato un episodio quasi sconosciuto , quello che fu tentato dalla protezione civile solo nel 1983, la deviazione della lava a monte. Nel 1669 don Diego Pappalardo unendosi con il famoso scienziato napoletano Giovanni Alfonzo Borelli hanno tentato di rompere un argine presso Belpasso ed indirizzare il flusso lavico nelle campagne di Paternò, mediante la costruzione di fossi ed argini innalzati con pietre lanciate da catapulte. L’intervento riuscito , fu però interrotto per l’insorgere degli abitanti della zona. Il relatore conclude la sua passeggiata storica ideale degli avvenimenti eruttivi che seguirono fino all’ultima eruzione del 1983 che durò 131 giorni e fu fatto il primo tentativo al mondo di deviazione per mezzo di esplosivo della colata lavica. L’ Etna, affettuosamente chiamata dagli abitanti dei paesi etnei” A Muntagna” è sempre in eruzione anche se non minaccia i paesi dell’Etna.


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