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ARCHEOCLUB Catania -  Nell’ambito delle conferenze organizzate dall’archeoclub d’Italia  di Catania , la presidente  Giusi Liuzzo  ha Dott. Santi Longopresentato. Santi Longo, già ordinario di Entomologia agraria nell’Università degli Studi di Catania, per parlare di archeoapicultura.. Nella “grotta del ragno”, “ a parlare è il relatore Santi Longo”, nei pressi di Valencia, in Spagna, si trova la raffigurazione, datata 6.000 a. C., dell’uomo delle liane che preleva i favi di api selvatiche, con modalità simili a quelle adottate, alle soglie del 2.000, in Nepal, dagli indigeni per predare i favi dell’ape gigante (Apis dorsata). L’apicoltura, intesa quale allevamento delle api, ha avuto origine nell’altopiano Anatolico, in Mesopotamia e nella fascia Siro Palestinese, da dove, i Fenici la diffusero con i loro commerci.

CHE UN TEMPO FU UNA COMUNITA' ARBERESKE

ARCHEOCLUB D’ITALIA -  nell’ambito delle conferenze  sulla conoscenza del territorio della Sicilia, la presidente dell’archeoclub “ Regina Eleonora D’Angiò “ sede di Belpasso  e Consigliere Nazionale, Maria Rosa Vitaliti , nella sala convegni della scuola media N.Martoglio di Belpasso, ha  invitato  a relazionare sul tema “ Un viaggio  nel paese  che un tempo  fu una comunità Arbereske” la dott.ssa Patrizia Masuzzo , presidente dell’Archeoclub d’Italia di San Michele di Ganzaria. Coadiuvata da immagini , la relatrice ha illustrato  ai numerosi presenti tra alunni e docenti,  San Michele di Ganzeria , paese  della provincia di Catania  ai piedi della Montagna  Ganzeria della  catena montuosa  dei monti  Erei.  Ripercorrendo  un viaggio , a parlare è la relatrice  dott.ssa Patrizia Masuzzo,  attraverso la Montagna Ganzeria,

ARCHEOCLUB - Nell’ambito degli incontri culturali a cura dell’archeoclub d’Italia di Catania e Belpasso ,  presso l’Auditorium della Scuola Pizzigoni di Catania, si è svolta la manifestazione  per ricordare la celebrazione del 150° Anniversario della morte di Giovanni Pacini, compositore e musicista nato a Catania (1796/1867) è stata organizzata dai presidenti archeoclub d’Italia Giusi Liuzzo e Maria Rosa Vitaliti che hanno creduto in questa celebrazione , testimoni dello svelamento della targa alla Villa Pacini  ed alla collocazione  della corona d’alloro donata dal Sindaco di Catania.

Una nuova, certosina e appassionata, ricerca di Franco La Magna
A cura dell’archeoclub di Belpasso e Catania

In che anno e dove avvenne la prima proiezione cinematografica a Catania? E chi furono i primi esercenti-ambulanti di quella che Nino Martoglio definisce dalle colonne del suo periodico la “strabiliante meraviglia”? Quando nasce l’esercizio stabile (sale, arene) e prende il via un’ancora primitiva stampa “specializzata”? Quali sono i primi film d’ambiente catanese e chi sono i primi soggettisti e sceneggiatori? Chi era Gioacchino Vitale De Stefano, che 1908 tenta di fondare nel capoluogo etneo una “fabbrica di negativi cinematografici”? E Alfredo Alonzo, il “re dello zolfo”, perché e quando crea a Cibali (un quartiere della città) la più importante casa di produzione cinematografica isolana, l’ “Etna Film”, clamorosamente fallita  in meno di tre anni? Quali e quanti film girano l’ “Etna Film” e le altre case sorte negli stessi anni “Katana Film”, “Sicula Film” e “Jonio Film”?    Chi sono i registi e gli attori? C’è davvero di tutto in quest’appassionato e accattivante lavoro di Franco La Magna, storico del cinema e critico cinematografico catanese, dal titolo misterioso (chiarito da un inequivocabile sottotitolo) “La sfinge dello Jonio. Catania nel cinema muto (1896-1930)”, Algra Edizioni di Viagrande (Catania) 2016, pp. 356, € 25,00 corredato da un prezioso e raro apparato iconografico, che svela con dovizia d’informazioni tutti i “misteri” dell’avventurosa storia del cinema muto a Catania, seguendone i protagonisti anche al di fuori dei confini isolani, per fornire al lettore per la prima volta - come scrive nella prefazione Aldo Bernardini (il maggiore studioso del cinema muto italiano) - un quadro “nuovo e ricco di scoperte illuminanti…frutto della ricerca su fonti d’epoca finora poco esplorate”, seguendo una metodologia “che a differenza di contributi similari…presenta caratteristiche di originalità non usuali”.

" Regina Eleonora d'Angiò corte di Malpasso " alla villa romana del Tellaro di Noto con una simulazione di scavo.

Apertura anno sociale, 2017-2018

L’ARCHEOCLUB d’Italia “ regina Eleonora D’Angiò  sede di Belpasso ,nell’ambito delle attività annuali  portati avanti dall’associazione culturale, la presidente e consigliere nazionale Maria Rosa Vitaliti,  insieme alla docente Grazia Maria Pitrè , delegata archeoclub presso la scuola media  statale Nino Martoglio, hanno organizzato gita-studio a Noto , Villa del Tellaro per  una simulazione di scavi per gli alunni  scuola media N.Martoglio soci iuniores archeoclub, scavi curati e diretti dall’archeologa e presidente archeoclub d’Italia  di Noto, dott.ssa Laura Falesi. Durante questa escursione studio è stato aperto l’anno sociale del gruppo iuniores archeoclub alunni della scuola media N.Martoglio  di cui fanno parte, fortemente voluto dalla presidente  Maria Rosa Vitaliati,  alunni con disabilità.

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