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Ha scelto il giorno della luce per presentarsi alla città la neo costituita sezione di Paternò Ibla Mayor dell’Archeoclub d’Italia. Il solstizio dell’estate, giorno augurale per iniziare bene l’anno sociale e programmare il triennio di lavoro.
Dopo il riconoscimento ufficiale della sezione, arrivato i primi di giugno, ieri pomeriggio nella chiesa di Santa Maria della Valle di Josephat nel Dies Lucis, altra tappa per la conferenza programmatica. Il presidente della sezione l’architetto Francesco Finocchiaro dopo i saluti e i ringraziamenti ai presenti, in particolare al primo cittadino Nino Naso, al consigliere nazionale Rosa Vitaliti, al presidente di “Sicilia Antica” di Paternò Mimmo Chisari. Ha poi presentato la squadra dei suoi collaboratori, e di seguito ha illustrato le cinque linee guida del programma.
La Ricerca, la divulgazione, la documentazione, la valorizzazione ed infine non meno importante la legalità. Finocchiaro ha prospettato 10 obiettivi da realizzare in sinergia con i soci e soprattutto con le istituzioni e le altre associazioni di volontariato della città. Promuovere la creazione di una raccolta bibliografica pubblica su tutte le opere che riguardano il territorio afferente a Paternò – in ambito storico, artistico, naturalistico, economico, letterario, ecc. – a partire dalla creazione di una bibliografica condivisa.

 il futuro nella ricerca storica

Paternò - Da poco nata, ha già ambizioni di fare cose grandi. La sezione Ibla Major di Paternò ha ottenuto l’autorevole riconoscimento, dell’Archeoclub d’Italia, che arriva all’indomani della visita a Paternò dell’assessore regionale ai Beni culturali e dell’Identità siciliana Sebastiano Tusa. Paternò città delle regine, sede di re Martino II, e della Regina Bianca di Navarra, ancora prima sede di potenti patrizi romani, non poteva rimanere priva di un’associazione culturale che avesse l’interesse di conservare e valorizzare tutti i beni culturali del territorio dell’antica Ibla Major.
Le attività promosse dall’archeoclub d'Italia sono molteplici tutte svolte su base volontaria, grazie al contributo dei soci iscritti. E’ un club di aggregazione per tutti coloro che amano l’arte, il territorio e che hanno a cuore il futuro del grande patrimonio storico culturale.
La sezione di Paternò ha aderito, al movimento nazionale dell’Archoeclub d’Italia, visti i regolamenti, lo statuto e tutto quello che governa il movimento.

Dall’Italia alle Americhe, dal freddo Piemonte all’Africa, da Tortona alla Sicilia, da Palermo a Messina o Paternò, “al Don Orione” non è un modo per indicare solo uno spazio, ma è un modo per individuare un luogo di accoglienza e fratellanza, un luogo dove si irradia spiritualità e gioia. Ricorre quest’anno il 50° anno di presenza dei padri orionini a Paternò, chiamati nel lontano 1966 dal benefattore Michelangelo Virgillito, a instillare tra le sciare dell’Etna lo spirito innovatore e profetico di don Luigi Orione, allora Servo di Dio.
Consacrato il Santuario della Madonna della Consolazione nel 1954, dopo undici anni il 27 maggio del 1965 venne inaugurata anche la “Casa del Fanciullo” “Papà Domenico”, ma nel frattempo si interruppe l’idillio tra Michelangelo e i padri domenicani. Il benefattore cercava il modo per riprendersi i suoi averi e indicare un tracciato diverso, intanto le due opere venivano chiuse per diverso tempo. Nacque dunque il problema, che non essendo possibile risolvere nè in sede giudiziaria né politica, ma era di natura ecclesiale, bisognava per forza risolvere il quesito a Roma.

Foto Santi Distefano

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Quando non esisteva la Formula Uno, quando non c’era ancora l’automobile, il carretto a trazione equina, era l’unico mezzo di trasporto, e tra i vetturini di allora, nasceva una modesta competizione del carretto più bello e più veloce. Già nei primi anni del secolo scorso, gli ippodromi nel bel mezzo della Bella Époque, erano luoghi di ritrovo stracolmi di curiosi. Anche il Carretto Siciliano, che scorrazzava tra le vie cittadine ha la sua bella pagina di storia, fatta di bravi carrideri rimasti un pò nell’ombra, per l’arrivo dalla nuova invenzione, la macchina con il motore a cilindri, che sostituiva il carretto e il cavallo, ma non per questo ottimi artigiani.

Desideroso di ricordare la vita di molti concittadini, magari uomini semplici, che hanno lasciato una traccia positiva nella storia civile della città. Personalmente mi sento obbligato verso quei concittadini che magari a fine anno, non sono stati mai annoverati nella speciale graduatoria del Time quali personaggi dell'anno. Che non appartengono a nessuna classifica che annota l'uomo dell'anno. Ma che comunque sono stati persone speciali con la loro personalità, con le loro idee, la loro carica emotiva. E naturalmente sono state persone assai care ai loro famigliari, da cui avvolte, prematuramente la morte le ha strappate. Il Maggiore dei Vigili Urbani Giovanni Pasqualetto, era innamorato della divisa, ma prima ancora era cattolico, devoto di San Sebastiano. Nel secolo scorso la vita civile e politica di Paternò,  era per certi aspetti garantita da abili, onesti ed intelligenti individui. Le leggi erano diverse e a loro erano possibili poteri estensibili.

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